Frodi fiscali: Carosello settore tessile

Caso Studio: Frode carosello settore tessile

Il Fatto: Una società operante nel commercio di abbigliamento veniva coinvolta in una frode carosello attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti emesse da società cartiere prive di struttura operativa. Il meccanismo prevedeva acquisti da fornitori comunitari attraverso intermediari fittizi che trattenevano su di sé il debito IVA non versato, consentendo vendite sottocosto con alterazione della concorrenza.

La Nostra Strategia: La difesa si è concentrata sulla dimostrazione della buona fede del cliente e dell’assenza di consapevolezza nella partecipazione al meccanismo fraudolento. Come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità, l’Amministrazione deve provare “che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo usando l’ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente”. Abbiamo dimostrato l’adozione di tutte le cautele del caso.

Il Risultato: Annullamento dell’accertamento con pieno riconoscimento della buona fede del contribuente. Il caso ha confermato l’importanza di una strategia difensiva che sappia coniugare gli aspetti penali e tributari delle frodi carosello, garantendo una tutela completa dei diritti del cliente attraverso la dimostrazione dell’assenza dell’elemento soggettivo richiesto dalla normativa.